Dalla Preistoria alla fase Messapica

Fase preistorica

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Ritrovamenti archeologici

Abbiamo tracce antropiche risalenti al periodo preistorico. I ritrovamenti di materiale litico (punte e lance) e ceramiche preistoriche nelle contrade di Laurito e S. Giovanni lo Pariete risalgono all’età della pietra.

Fondazione della città

L’origine della città viene attribuita a popolazioni micenee, come narra lo storico Erodoto nel suo passo VII, 170 : ”… Ma come navigando giunsero all’altezza della Japigia, una grande tempesta li sorprese e li gettò a terra; e, essendosi sconquassate le navi, poiché non appariva loro alcun mezzo per tornare a Creta, rimasero lì, fondando la città di Uria, e, mutato nome, da cretesi divennero Japigi Messapi e invece di isolani continentali …”, che una volta naufragate nelle coste pugliesi, si sono insediate nell’attuale zona di Oria, dando origine ad un antico insediamento.A dimostrazione di tale frequentazione, si citano i ritrovamenti di ceramica micenea riferite al TE III A (XIV sec. a.C. ca) (Ytema 1993).

Fase Messapica

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Monete messapiche

Secondo l’università di Amsterdam, nell VIII secolo a.C. Oria diventa città stato. La sua costruzione è in pieno stile italo-meridionale, ( centri abitati su colli più alti della zona, esempio lampante ne è Roma) iniziano a comparire i primi edifici pubblici.

In questo periodo Oria conosce una forte espansione sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dell’influenza sui territori circostanti. Numerosi sono i ritrovamenti (monete, ceramiche) che attestano i rapporti con le maggiori città messapiche dell’epoca e non solo.

I rapporti con Taranto furono altalenanti. Se da un lato risulta indubbio l’influenza della colonia dorica, (riscontrabile ad esempio nella cultura materiale), le città messapiche e nella fattispecie Oria entrarono spesso in contrasto con la politica espansionistica della vicina Taras. Illuminante a tal proposito è un passo di Erodoto (EROD. VII-170):” quelle che molto più tardi i Tarantini tentarono di distruggere subendo una tale sconfitta da causare in quella circostanza la più clamorosa strage di Greci a nostra conoscenza, di Tarantini appunto e di Reggini. I cittadini di Reggio, venuti ad aiutare i Tarantini perché costretti da Micito figlio di Chero, morirono in tremila; i Tarantini caduti, poi, non si contarono neppure”.